Grazie a diverse fonti vicine al presidente, un articolo del direttore dell’Atlantic Jeffrey Goldberg, riporta come Trump abbia mentito più volte per “scappare” da impegni istituzionali indesiderati.
Nel 2018, per esempio, il presidente ha cancellato una visita al cimitero americano di Aisne-Marne dando la colpa alla pioggia, dicendo che «l’elicottero non poteva volare» e che era stata una decisione che sarebbe stata presa dal Secret service.
«Nessuna delle scuse era vera, Trump rifiutò di effettuare la visita perché aveva paura che i suoi capelli sarebbero stati scompigliati dalla pioggia e perché non credeva fosse importante onorare i caduti americani in guerra, secondo quattro persone con informazioni dirette delle discussioni avvenute quel giorno. In una conversazione con membri importanti del suo staff la mattina della visita, Trump disse “Perché dovrei andare in quel cimitero? È pieno di perdenti”. Nello stesso viaggio, Trump definì “idioti” per essersi fatti ammazzare i 1800 marines caduti a Belleau Wood», scrive l’Atlantic.
In quelle ore Trump tornò più volte sull’argomento, domandandosi come mai gli Stati Uniti avevano deciso di combattere accanto agli alleati nel primo conflitto mondiale perché, dopotutto, «Chi erano i buoni in quella guerra?».
Il disprezzo per i militari americani da parte del presidente è emerso più volte durante il suo mandato. Jeffrey Golberg ricorda di essere stato molto colpito dall’opinione che Trump aveva del senatore John McCain, pilota della marina durante la guerra del Vietnam e prigioniero dei Vietcong dal 1967 al 1973: «Non è un eroe di guerra, io preferisco quelli che non vennero catturati», disse Trump.
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